I Grilli di Agrigento incontrano Rita Borsellino. Ecco com’è andato l’incontro.

Febbraio 16, 2008

rita_foto_eliodibella.jpg

foto di elio di bella 

scrive Salvo: Ieri è stata una bella serata. Ho visto della bella gente, si respirava un’aria diversa. Niente a che vedere con gli incontri di partito dove il cittadino, quasi sempre suddito, fornito soltanto del diritto di applauso, deve portare con se il più alto numero di amici e parenti per dar prova di quanta devozione è capace. In questa serena atmosfera ho avuto la possibilità di far un intervento in rappresentanza dei “Grilli di Agrigento” (o “amici di Grillo di Ag” come dissi ieri). Ho chiesto, in breve, quale politica sui rifiuti intenderebbe adottare, qualora diventasse presidente della regione. Ho posto il problema degli sprechi clientelari, con riguardo ad es. all’altissimo numero di dirigenti regionali e alle numerosissime cliniche private accreditate (non ho specificato ma lo dico adesso, entrambi frutto della politica di Cuffaro). Infine, quali azioni intende attuare in risposta ai tanti cittadini che hanno perso fiducia nelle istituzioni e che oggi formano la cosiddetta antipolitica. Ho proposto per esempio una legge regionale che vieti ai partiti di candidare soggetti imputati di mafia. Devo dire che la Borsellino è stata molto attenta alle questioni e tematiche da noi sollevate. È molto interessata al movimento di Grillo con il quale dice spesso sentirsi. Ed è anche risaputo che Grillo è da tempo dalla parte di Rita. Io credo che sia una bella candidatura per la Sicilia. Speriamo che i veti dei principali partiti ci csx non facciano l’ennesimo torto ai siciliani, e cioè, imporci una candidatura frutto delle loro egoistiche logiche. Di tessera e di partito.


Zambuto, canta “Vasa Vasa”, che ti pasa!

Febbraio 10, 2008

roy paci agrigento

incollo un bel post trovato sul “blog di un Bravo Ragazzo”: “Quello che certa stampa locale ha scritto dopo il concerto di Roy Paci di lunedì scorso è semplicemente vergognoso! Due innocue battute, cioè “in Sicilia non servono due lauree per trovare lavoro, basta un vassoio di cannoli!” e il ritornello di “Toda Joia, Toda Beleza” trasformato in “Vasa Vasa sinniu a casa!” (che potete vedere nel video sopra), sono state strumentalizzate per crocifiggere il “comunista” Roy Paci e difendere il “povero” Totò Cuffaro, finanziatore della Sagra (con i soldi della Regione e degli onesti siciliani!) e quindi assolutamente intoccabile! Ovviamente, Agrigento non ha sprecato questa ghiotta occasione per confermarsi città bigotta e piena di gente servile, pronta a battersi il petto per il potente di turno. Persino il nostro signor sindaco, quello che teoricamente aveva avuto il coraggio di cambiare, s’è messo a fare l’ottuso moralizzatore, sostenendo che “questa non è la “buona satira” o l’esercitare la “libertà di parola”, ma soltanto la ridicola e penosa voglia di chi vuole apparire a tutti i costi, anche con battute che nulla hanno a che vedere con il format artistico che si sostiene, naufragando negli abissi dell’imbecillità”. Ma bravo signor sindaco, questo sì che è parlare da uomo del cambiamento. La prossima volta alla Sagra (ormai paesana!) del Mandorlo invitiamo Apicella o il Coro di Santa Cecilia, così nessuno si offende, i giornalisti possono scrivere tante cose belle per ringraziare gli amici politici che hanno permesso di invitare illustri artisti e i cittadini possono festeggiare mangiando i celebri cannoli, preparati magari dal pasticciere di fiducia di Totò. Che schifo.”


L.Abbate de “I Complici” ad Agrigento.

Febbraio 1, 2008

I Complici

Lirio ABBATE interverrà ven.8 Feb alle 18.00 al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento per la presentazione del suo libro “I Complici”.
Di seguito un’estratto del volume: “Il segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR, il nipote dell’ex vicesindaco comunista di Villabate e l’ultimo erede di una famiglia per anni socia del ministro per gli affari Regionali, Enrico La Loggia: a guardarli mentre camminano assieme per le strade del centro di Palermo, sembrano tre ragazzi appena usciti da un convegno sul futuro della Seconda Repubblica. Ma sono tre picciotti. Tre picciotti di Bernardo Provenzano.”
Un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. La biografia dell’ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall’accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992; dall’arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell’Udc siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia s.p.a., un’organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria e l’Università. Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l’opera di P.Gomez e L.Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l’arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.