Agrigentoweb: Licenziata Giornalista perchè Pubblica su Facebook un link di repubblica.it

Una giornalista agrigentina, Olga Lumia, è stata licenziata dal sito Agrigentoweb. La motivazione? Aveva pubblicato sulla sua bacheca di Facebook un link a un pezzo di repubblica.it sul ministro della Giustizia Angelino Alfano
Pubblica sulla sua bacheca di Facebook un link preso da repubblica.it e il sito web con cui collaborava – era stata addirittura nominata vicedirettore qualche giorno prima – la induce alle dimissioni: il link parlava del ministro Angelino Alfano (che è agrigentino).

Estratto 11.4.09 da wikipedia su Angelino_Alfano: [Nel 2002, La Repubblica rende conto della presenza di Alfano al matrimonio (avvenuto nel 1996) della figlia di Croce Napoli, indicato dagli inquirenti come boss mafioso di Palma di Montechiaro e morto nel 2001. Tale presenza è testimoniata da un video amatoriale della festa. Alfano, all'epoca neo-deputato all'Assemblea Regionale Siciliana, avrebbe salutato con affetto Napoli. Alfano in un primo momento dichiarò a Repubblica di non avere "nessuna memoria o ricordo di questo matrimonio" e che "non ho mai partecipato a matrimoni di mafiosi o dei loro figli, non conosco la sposa, Gabriella, né ho mai sentito parlare del signor Croce Napoli che lei mi dice essere stato capomafia di Palma di Montechiaro". In seguito affermò di aver ricordato di essere stato effettivamente a quel matrimonio ma di aver ricevuto l'invito dallo sposo e di non conoscere la sposa e la sua famiglia]

Lei è Olga Lumia, 39 anni, giornalista agrigentina che lavora a Roma e che aveva deciso di collaborare con una testata giornalistica locale (www.agrigentoweb.it) per non perdere il contatto con la propria città. La sua storia è stata raccontata nel gruppo giornalisti agrigentini aperto su facebook. “Quelli di Agrigentoweb – racconta – mi hanno proposto di collaborare e ho accettato. La mia collaborazione consisteva nell’inviare da qui un pezzo ogni dieci giorni. Non mi occupo di politica e ho scritto soltanto tre pezzi culturali in tutto. Dopo circa una setttimana dalla pubblicazione del mio primo pezzo, mi hanno nominato, a sorpresa, vicedirettore. La cosa, se da un lato mi ha gratificato, dall’altro mi ha infastidito molto. Ho aperto il sito e ho letto la notizia come tutti gli altri. Nessuno, infatti, mi aveva avvisato. Ma la cosa che mi ha spinto a dimettermi, è accaduta circa una settimana fa. Nella mia bacheca di FB, avevo condiviso un link su un vecchio pezzo de la Repubblica, che aveva come oggetto un politico.


Sono stata ampiamente rimproverata da quelli di Agweb per quello che avevo pubblicato. Ho cercato di spiegare che la bacheca di FB è come casa mia: ci posso fare quello che voglio. Ma loro niente, non sentivano ragioni. Alcune persone, dopo aver visto quel link, ne hanno parlato agli editori e direttori di Agrigentoweb. Gridando allo scandalo. Ho persino fatto una lettera di scuse credendo di averli messi a disagio. Pensavo che la cosa fosse finita lì. Non era vero. Con un pezzo in prima, firmato dal direttore, sono stata accusata di attaccare il premier e i suoi uomini e sono stata volgarmente definita “cavallino rampante che fa cri cri”. Non mi restava altro che fuggire da un simile ambiente dove non c’è libertà di opinione, pensiero e parola. Dove ti controllano anche per ciò che fai in privato”. Le dimissioni di Olga, va da sé, sono state accolte, come recita un comunicato: “La Lumia ha comunicato la sua decisione che è stata accolta e non respinta”.  di Fabio Russello da repubblica.it

12 risposte a Agrigentoweb: Licenziata Giornalista perchè Pubblica su Facebook un link di repubblica.it

  1. mimmo050 scrive:

    Cara Olga,
    scusami del tu, ti voglio esprimere tutta la mia solidarietà per la censura operata da AGWEB e dal suo direttore,giornalista ovviamnte genuflesso al nuovo divo di Agrigento, quello del lodo, di cui mezza Italia si vergogna.
    Il fatto mi è dispiaciuto, in quanto lo stesso direttore Castaldo negli ultimi tempi sembrava avesse preso le distanze di certa politica e dal “paladinaggio” praticato da certa stampa, cui il è fiero condottiero il suo illustre fratello Franco altro direttore di un giornalino locale la cui proprietà pare sia in mano a soggetti poco puliti, come per esempio i fratelli SCIFO.
    Mi spiace ancora di più che l’opione pubblica agrigentina ancora non abbia manifestato nessun disapputto all’ennesio attacco alla libertà di pensiero, dopo il vile attacco contro il povero Giuseppe Gatì cui ancora si debbono vergognare in molti in questa città.
    Ti auguro ogni bene e un grande augurio di fare di più per far conoscere la “disinformazia” che regna in questa parte della Sicilia.
    Cordiali Saluti e Buona Pascqua

  2. vik61 scrive:

    Bisogna esprimere sempre la realtà, sia presente che passata. Le difese sulla negazione della realtà sono un pretesto di gratidudine sottosviluppata. In bocca al lupo Olga….e la vita continua, la crescita mentale dipende da ciascun soggetto che può decidere di portare i paraocchi per tutta la vita.
    Vik61

  3. salvo tgweb scrive:

    Mi piacerebbe pubblicassero questo mio pensiero su Alfano:
    http://tgweb.ilcannocchiale.it/2009/09/25/angelino_alfano_e_il_giudice_r.html

    Chi sa… magari mi nominano direttamente direttore ;)

    p.s.: mi ha divertito la frase “cavallino rampante che fa cri cri” :) )) …è più forte di me, se ci sono tutti questi cavlli rampanti… occorre uno stalliere…
    ne avete in mente qualcuno?

  4. mery scrive:

    angelino alfano oltre che cavallino rampante sembra un cretino parlante.Purtroppo i voti degli agrigentini hanno sempre premiato chi come il dimenticato cirami ha salvato il popò a Berlusca ed ora continuano a fustigarsi con Alfnao. Ma non sono migliori Fontana, Cuffaro, capodiCasa etc…. che al Parlamento non fanno nulla per la nostra città e sono tanti. Sono disgustata emolto preoccupata per il futuro della città e dei nostri figli che da questa terra devono scappare!

  5. mery scrive:

    sto assistendo in questo momento ad una diatriba tra il Ministro Alfano ed altri politici sulle baggianate dette oggi da Berlusca! Che Schifo! Caro Lelio Castaldo Lei che conosce il Ministro gli può spiegare ceh un ministro della “Res Publica” è ministro dell’intera Nazione e non il difensore d’ufficio di berlusconi? Non se ne può più!!!! Basta!!!!!!!!!!

  6. Lina scrive:

    cara Olga, è triste leggere che in Sicilia passano i decenni e non cambia mai nulla. Hai fatto bene ad andartene. Poi i politici ci parlano della fuga di cervelli: sono loro a farli fuggire. In bocca al lupo

  7. almax scrive:

    Da coordinatore del pdl in Sicilia a ministro della Giustizia. A parte che l’ottimo lavoro svolto in Sicilia da Alfano ha presto dato i suoi frutti (spaccatura clamorosa del partito), su quali criteri lo stesso è stato scelto per l’incarico di ministro della giustizia? Evidentemente per la propensione innata ad essere lo zerbino del capo, uno che quel poco di cervello che ha lo ha portato all’ammasso… Uno dei tanti ministri vuoti a perdere dei governi Berlusconi.Un tempo, nella vituperate prima repubblica, avevano almeno la dignità di presentare persone, per le cariche importanti, che avessero una competenza, una storia, un curriculum di rispetto… Poi Berlusconi si accorse che questo tipo di persone sono meno controllabili e poco disposte a passare alla storia come distruttori della scuola, della giustizia ecc. Cara Olga tutta la solidarietà di questo mondo da un siciliano che capisce perfettamente che in questa terra suddivisa in feudi personali dei potenti, politici e/o mafiosi, sia difficile qualsiasi lavoro che possa sfiorare minimamente i loro interessi.

  8. ignazio scrive:

    più che pensare a far rispettare i fondamentali diritti umani in altri paesi, dovremmo tutti preoccuparci di farli rispettare in Sicilia, dove tutto resta immutato e non esiste nemmeno il diritto alla libertà di espressione delle propie opinioni. In reltà la mafia come organizzazione criminale è pericolosa, ma ancora più periocolosa è la mentalità mafiosa, fatta di arroganza, di presunsione e di ignoranza. Qui da noi il modo di fare politica e non solo rispecchia propio questa mentalità. Altrimenti certi ex Presidenti della Regione non resterebbero “brave persone” vittime delle ingiustizie, ma sarabbero riconosciuti come criminali di guerra e come tali giudicabili solo attraverso tribunali speciali come quello di Norimberga.

  9. Fabrizio scrive:

    Oltre a tutta la solidarietà di questo mondo,non posso che augurarti una brillantissima carriera fuori da questo contesto cittadini più che schifoso,fomrmato da giornalisti findus, a dir poco cortigiani…..asserviti ai potentati di turno,per niente professionisti e professionali !!!

  10. Fabrizio scrive:

    Oltre a tutta la solidarietà di questo mondo,non posso che augurarti una brillantissima carriera fuori da questo contesto cittadino più che schifoso !Fomrmato da giornalisti findus, a dir poco cortigiani…..asserviti ai potentati di turno,per niente professionisti e professionali !!!

  11. luca scrive:

    ste cose succedono solo ad agrigento

  12. TONI scrive:

    AGRIGENTO?????MADOVE SI TROVA? AH!! SARA UNA TRIBU LIBICA.

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