
Lirio ABBATE interverrà ven.8 Feb alle 18.00 al Teatro della Posta Vecchia di Agrigento per la presentazione del suo libro “I Complici”.
Di seguito un’estratto del volume: “Il segretario nazionale dei giovani dell’UDEUR, il nipote dell’ex vicesindaco comunista di Villabate e l’ultimo erede di una famiglia per anni socia del ministro per gli affari Regionali, Enrico La Loggia: a guardarli mentre camminano assieme per le strade del centro di Palermo, sembrano tre ragazzi appena usciti da un convegno sul futuro della Seconda Repubblica. Ma sono tre picciotti. Tre picciotti di Bernardo Provenzano.”
Un libro ricco di materiale inedito (intercettazioni di telefonate tra i figli di Provenzano, documenti tratti da inchieste giudiziarie sui favoreggiatori) su Provenzano, la nuova mafia e i suoi rapporti con la politica. La biografia dell’ultimo capo dei capi letta attraverso le sue alleanze politiche ed economiche: dall’accordo con il Partito Socialista del 1987 fino alla stagione delle bombe di mafia del 1992; dall’arresto di Totò Riina fino al patto stretto, secondo i magistrati di Palermo, con i vertici di Forza Italia e dell’Udc siciliana. Un libro esplosivo che ricostruisce la ragnatela di rapporti che hanno permesso a Provenzano di restare libero per quarantatre anni. Un viaggio nella Mafia s.p.a., un’organizzazione criminale che in Sicilia controlla buona parte degli appalti pubblici, lavora con molte cooperative rosse e imprese di dimensione internazionale, ha uomini infiltrati nelle banche, nelle istituzioni economiche, come la Confindustria e l’Università. Quattordici anni dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino, l’opera di P.Gomez e L.Abbate racconta come tutto in Sicilia sia tornato come prima, con decine di deputati regionali eletti a Palazzo dei Normanni nonostante i loro evidenti legami con Cosa Nostra. Una lenta e inarrestabile riconquista del potere resa possibile dal silenzio delle istituzioni e dei media. In questo quadro l’arresto di Provenzano, più che il segnale della riscossa, diventa solo una tappa nella metamorfosi definitiva verso la mafia del terzo millennio: quella che alla lupara preferisce il doppiopetto.











Febbraio 2, 2008 alle 12:27 pm
La mafia attecchisce dove i diritti vengono calpestati, da chi dovrebbe garantire la legalità e la trasparenza dei fatti. Basti andare alla ricerca dei sopprusi perpetrati nella sanità pubblica, e nelle assunzioni, che se non fai almeno 5 o più anni e non svolgi (lavori socialmente utili) pertanto non garantisci il tuo appoggio all’uomo politico di turno, non otterrai mai i tuoi diritti garantiti dalle leggi, e pertanto i tuoi figli dovranno andare a trovare lavoro fuori dalla Sicilia,e se riuscirai a poter aprire una qualsiasi attività per uno o più dei tuoi figli, si vedrà dopo alcuni mesi a essere cotretto a chiudere, giacchè le tasse, comunali,statali e dei vari servizi ENEL TELECOM ATO VARI non consentono di svolgere l’attività con serenità e con il guadagno appropriato. Emanuele
Febbraio 7, 2008 alle 5:08 pm
Io ci sarò